Trattamento individuale
Intervento diretto al centro
Programmazione, supervisione e obiettivi in evoluzione
Il trattamento individuale svolto dal terapista con il minore presso il centro costituisce uno dei cardini dell’intervento a Zefiro.
Le ore di trattamento diretto settimanali sono concordate con il consulente e possono essere modificate in itinere in base alle esigenze emerse.
Una sessione ha una durata media di due ore, ma può variare in base ai bisogni specifici, all’età e al tipo di lavoro pianificato dal consulente.
Nel trattamento diretto, il terapista implementa la programmazione redatta dal consulente, alternando routine sociali, insegnamento in ambiente naturale (NET) e insegnamento per prove distinte (DTT), con una dinamica alternanza tra lavoro al tavolo e a tappeto.
La consulente supervisiona il lavoro del terapista mensilmente, affiancando l’operatore nel corso del suo lavoro con il bambino per monitorare la corretta applicazione di principi e procedure basate sull’Analisi Applicata del Comportamento, verificare l’andamento degli obiettivi impostati e aggiornarli laddove necessario.
Il lavoro viene supervisionato periodicamente anche attraverso riunioni di equipe in cui la consulente si occupa di aggiornare con più precisione gli operatori e dare loro indicazioni.
Contestualmente all’aggiornamento della programmazione, la consulente rilascia alla famiglia una relazione contenente i risultati raggiunti e i nuovi obiettivi, unitamente alle indicazioni più tecniche per gli operatori.
La presa in carico
Il primo contatto con Zefiro può avvenire telefonicamente o tramite e-mail. Entro pochi giorni la famiglia viene ricontattata telefonicamente dalla responsabile del centro, che raccoglie le prime informazioni e propone un colloquio conoscitivo.
Il primo colloquio conoscitivo avviene presso il centro, dove i genitori possono raccontare il loro bisogno, ricevere le informazioni necessarie sulla tipologia dei servizi e visionare gli spazi del centro.
È questo il primo momento in cui famiglia e Zefiro avviano le basi di un progetto condiviso e individualizzato. Attraverso un’analisi dei bisogni riportati dai genitori, la responsabile del centro illustra alla famiglia quali tra i servizi potrebbero essere più utili alle esigenze descritte e ne formula una proposta scritta.
In caso di interesse, la famiglia viene affidata a una delle consulenti (analiste del comportamento o assistenti analiste) che, dopo un raccordo con la responsabile, provvede a prendere contatto con i genitori.
Inizia qui il rapporto della famiglia con la persona che costituirà la principale figura di riferimento per tutto il percorso clinico.
Viene quindi fissata una valutazione funzionale iniziale, allo scopo di individuare le risorse e fatiche del minore al momento di ingresso al centro e iniziare a definire i primi macro-obiettivi di intervento.
Nel colloquio di restituzione, la consulente riprende insieme alla famiglia la proposta di intervento impostata con la responsabile del centro e, se necessario, ne effettua delle modifiche per renderla più adeguata ai bisogni emersi nel corso della valutazione.
La famiglia può a questo punto firmare il consenso informato che dà ufficialmente avvio all’intervento, con la richiesta ai genitori dei primi contatti da parte della consulente e l’inizio del trattamento individuale con le terapiste presso il centro.
La valutazione
L’avvio dell’intervento è preceduto da una valutazione funzionale, utile a individuare punti di forza e debolezza nelle competenze del minore al momento dell’accesso al centro.
La valutazione è costituita da diversi momenti, tutti gestiti dal consulente di riferimento.
- La famiglia è chiamata alla compilazione di un questionario per un’ampia raccolta di informazioni.
- Segue un colloquio per rileggere insieme il questionario e approfondire alcuni aspetti utili per la valutazione.
- Viene quindi fissata la data per una valutazione in presenza del minore, della durata media di 2-3 ore, condotta dalla consulente di riferimento e da una collega analista del comportamento.
- Al termine della valutazione viene redatta e consegnata alla famiglia una relazione con il profilo funzionale del minore e i primi obiettivi di lavoro.
